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scopri il Lazio

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Scopri il Lazio:

Vivere il Lazio con base a Valmontone

“Andare alla conquista del territorio, concedersi momenti indimenticabili attraverso storia, cultura , tradizioni, paesaggi e sano divertimento. Sentirsi al centro di tutto spostandosi in pieno relax e tranquillità a piccole dosi… come da sempre si gusta qualcosa di  veramente speciale”

IL LAZIO DA SCOPRIRE VICINO VALMONTONE

Passiamo allora, senza indugio, a conoscere i luoghi del Lazio da vedere, facilmente raggiungibili da Valmontone. Ecco a voi alcuni dei più bei posti da visitare inclusi i parchi divertimento vicino Roma.

LUOGHI DA VEDERE NEI DINTORNI DI VALMONTONE (ROMA)

LISTA DEI POSTI DA VISITARE VICINO ROMA E VALMONTONE

Oggi parliamo di come scoprire il Lazio avendo come base la città di Valmontone e la sua vastissima rete di strutture ricettive.  Scarica la piantina  con l’elenco dei posti da visitare vicino Roma, e soggiorna a Valmontone che ha una posizione strategica importantissima perché si trova al centro di tutti i luoghi segnalati. La lista è comodissima  per pianificare il vostro viaggio alla scoperta della meravigliosa campagna romana,delle colline laziali, dei parchi divertimento e Roma la capitale. 

         V COME VALMONTONE

Valmontone si trova al centro di tutto un elenco  di località e di posti da visitare che sono meta ogni anno di milioni di visitatori. Ovviamente oltre alla nostra bellissima capitale Roma che dista solo 40 chilometri da Valmontone, percorribili in 30 minuti con il treno dalla stazione di Valmontone ci sono tantissime cose da vedere per stupirsi con colori, sapori, immagini e sensazioni. Continuate a leggere e scoprirete così altre destinazioni in grado di regalarvi delle esperienze bellissime.

B – RAINBOW MAGICLAND

A soli 3 km da Valmontone si trova il parco giochi Rainbow Magicland da noi trattato moltissime volte nel nostro blog che vale assolutamente la pena di visitare.  È contrassegnato con la lettera B.

C – PALESTRINA

Palestrina è uno stupendo borgo medioevale che si trova a meno di 10 minuti da Valmontone (segnaposto C). Interessantissimo sito che vi regalerà  storia, archeologia, folklore e gusto. Da non perdere una visita al suo Museo Archeologico e naturalmente  al Tempio della Dea Fortuna Primigenia e all’Antro delle Sorti. Inoltre, se la visitate in  Agosto, il giorno di Sant’Agapito potrete assistere al famoso Palio. Palestrina è una meta da assaporare lentamente prendendo il giusto tempo ma con cognizione perché saprà regalarvi sicuramente delle belle esperienze da vivere e da  raccontare.

D – FRASCATI

Ci visita i Castelli Romani deve passare dalla porta è la porta in questo caso è Frascati, indicato con il segnaposto D. A Frascati regnano come in tutto il Lazio storia e tradizione, ma qui è possibile fare anche una immersione completa nei paesaggi e nella cultura respirando arte con  sue prestigiose ville. Non dimenticate di gustare un ‘ottimo pranzo o una cena con le raffinatezze locali e la porchetta magari consumata in una caratteristica e rustica fraschetta. A febbraio Frascati si popola di migliaia e migliaia di persone che assistono al suo sontuoso carnevale. Frascati dista da Valmontone  poco meno di 30 Km, preferibilmente da percorrere in automobile, vista la scarsità di collegamenti pubblici.

E – ARICCIA

Se Frascati è la porta dei Castelli Romani Ariccia è il ponte; altissimo, bellissimo, con il suo centro storico ricco di pregiate architetture e questo famosissimo  grande ponte che la collega con il resto del mondo. Oltre al piacere di passeggiare alla purissima aria aperta  nel centro di Ariccia, dovete assolutamente “provare” uno dei meravigliosi panini con la porchetta; quella originale di Ariccia da mangiare anche nelle cantine accompagnata dal frizzantino vino ” romanella” oppure un buon Cesanese.  Il segnaposto è la lettera E. Ariccia dista 36 Km da Valmontone da percorrere in auto.

F – NEMI

Nemi, bellissimo cantiere navale romano conserva un fascino incredibile elevata sul bellissimo lago offre degli scorci memorabili. E’ un piccolo paese  ma davvero spettacolare  per passare un pomeriggio passeggiando in riva al lago o seduti a gustare un gelato o le famose fragoline di bosco con vista sul lago. A fine Maggio ospita un evento da non perdere per nessun motivo: la sagra delle fragole. Non si tratta della  solita festicciola di paese ma una vera manifestazione di respiro internazionale in cui questo deliziosissimo frutto diventa protagonista. Assolutamente da provare si tratta di un luogo davvero romantico ideale anche per la coppia che vuole dichiararsi amore eterno. Contrassegnato dalla lettera  F, dista da Valmontone appena 40 Km ci si arriva in meno di mezz’ora con l’automobile inutile dire che al tramonto  offre una vista mozzafiato.

G – CASTEL GANDOLFO

La residenza estiva del Papa che si erge su un bellissimo lago sulle cui rive è possibile fermarsi per prendere il sole in costume. Si tratta di un lago navigabile  ideale anche per una bella giornata di pesca.Qui è possibile vedere anche una delle ville romane più antiche, la Villa di Domiziano che aveva scelto Castel Gandolfo come una sua residenza.Il segnaposto ha la lettera Gto e dista da Valmontone appena  42 Km. 

H – ROMA

Roma non ha bisogno di presentazioni ovviamente con i suoi monumenti preziosi come il Colosseo, Fori Imperiali, Basilica di San Pietro, Fontana di Trevi ecc. Forse non tutti sanno però che il suo  centro storico si trova a soli  50 Km da Valmontone  e che è possibile raggiungere Roma sia in automobile, sia in treno, sia con i bus del servizio pubblico. Consigliamo il treno perché in 30 minuti vi porta in centro e da li, con il sistema di metropolitane, potete agevolmente visitare tutti i luoghi che vi sarete prefissati di vedere. Segnaposto H.

I – TIVOLI

Tivoli è incanto e meraviglia. Con all’attivo ben  2 patrimoni dell’Unesco, un sito FAI, diversi templi antichi e un centro storico stupendo è una cittadina veramente da non perdere. Assolutamente imperdibile anche la visita a Villa D’Este, Villa Adriana, Villa Gregoriana, i Templi di Vesta e Sibilla, il Santuario di Ercole Vincitore e Rocca Pia. inoltre a a Tivoli  c’è un bellissimo castello e in estate  nella città  si tengono tutta una serie di eventi nell’ambito dell’Estate di Tivoli. Segna posto I, distanza da Valmontone 30 Km. Mezzo consigliato l’automobile.

J – TIVOLI TERME

Nelle vicinanza di Tivoli potrete vedere anche  degli stabilimenti termali con le acque albulee pubblicizzate come “Terme di Roma“ ma in realtà si trovano a Tivoli Terme. Oltre ai vari trattamenti termali convenzionati con il Servizio Sanitario, è possibile concedersi una giornata di relax coccolati tra le piscine delle acque albulee e trattamenti rilassanti. Distanza da Valmontone 30 Km circa. Mezzo consigliato l’automobile. Segnaposto J.

K – ANAGNI

Questa graziosissima città Papale che  meriterebbe maggior considerazione da parte dei turisti è un interessante sito da visitare. Tutti sanno che nella ” Città dei Papi” è avvenuto lo storico episodio dello “schiaffo di Anagni“ che ha caratterizzato la storia di Roma delle sue guerre di potere e delle famiglie nobili romane in epoca medioevale. Molte le cose da vedere, oltre al bellissimo centro storico, tra cui la cattedrale di Anagni e la sua cripta, ribattezzata dagli storici d’arte, la Cappella Sistina del 200. Distanza da Valmontone 30 Km. Mezzo consigliato l’automobile. Segnaposto K.

L – SUBIACO

Subiaco è senza ombra di dubbio la capitale del cattolicesimo per i monaci benedettini. Qui San Benedetto fondò ben 12 monasteri e coniò il motto “ora et labora”. Dei 12 Monasteri ne restano 2, quello di San Benedetto e di Santa Scolastica. In entrambi è possibile recarsi e farsi guidare al loro interno da una guida. Vi troverete capolavori artistici, biblioteche di antichi libri trascritti a mano, tanta storia e tante leggende da ascoltare. Nel monastero di Santa Scolastica viene conservata la prima macchina per stampare libri italiana. Distanza da Valmontone 30 Km. Mezzo consigliato l’automobile. Segnaposto L.

M – I GIARDINI DI NINFA

Proclamato dal New York Times, come il giardino più bello del mondo il giardino di ninfa si trova appunto a Ninfa, una frazione di Cisterna di Latina. Al suo interno, tra ruderi e resti archeologici, centinaia di piante provenienti da ogni parte del mondo convivono grazie ad un sistema di canalizzazione delle acque che permette ad ogni pianta di avere il clima ideale per crescere e prosperare. Curiosità: qui le pante crescono 10 volte più veloci rispetto ad altre zone. Distanza da Valmontone 40 Km. Mezzo consigliato l’automobile. Segnaposto M.

N – FIUGGI

Fiuggi, cittadina dal passato nobile è stata fino a qualche anno fa, frequentatissima per le Terme di San Bonifacio. Oggi (nel 2016) le terme sono chiuse, ma rimane il fascino di una cittadina a misura d’uomo, molto gradevole per passeggiare in completo relax. Distanza da Valmontone 35 Km. Mezzo consigliato l’automobile. Segnaposto N.

O – ZOOMARINE

È il Parco dei divertimenti acquatico e naturalistico più affascinante. Lo Zoomarine non è solo un luogo per divertirsi tra piscine, scivoli e battaglie d’acqua. Grazie all’impegno profuso verso il mondo degli animali è un’occasione per entrare a contatto con essi in maniera educativa, per grandi e piccini. Le famiglie che si recano a Zoomarine per una vacanza hanno sempre feedback positivi. Per cui se cercate una giornata di divertimento o di relax con le sue fantastiche piscine non esitate ad visitarlo. Distanza da Valmontone 70 Km. Mezzo consigliato l’automobile. Segnaposto O.

P – SEGNI

Segni… ecco un’altra località che meriterebbe di essere conosciuta più approfonditamente. Segni ebbe un passato glorioso al tempo dei romani. Divenne Civitas e qui si coniavano le monete d’argento per l’impero romano. Tra i motivi che devono spingere a venire qui, l’aria buona, il relax e le mura poligonali con i resti delle porte in stile miceneo ancora intatte. Distanza da Valmontone 23 Km. Mezzo consigliato l’automobile. Segnaposto P.

Q – GENAZZANO

Genazzano fa parte dei quei paesi poco conosciuti ma che custodiscono tantissime cose da vedere. Già solo il centro storico, che si snoda lungo un crinale di tufo, merita la visita. Se a questo aggiungiamo testimonianze storiche di livello assoluto come il Castello Colonna, il Ninfeo Bramante, la piccola Chiesa di Santa Croce e  le sue chiese, ecco che una visita, se capitate da quelle parti, dovete proprio farla. Molti anche gli eventi che vi si svolgono, tutti di livello assoluto. Tra i tanti citiamo l’Infiorata (entrata nel 2012 nel libro del Guinness del primati per l’infiorata di soli petali, senza interruzioni, più grande del mondo) a inizio Luglio ed il Palio di Brancaleone (che nacque proprio a Genazzano) a fine Giugno. Da assaggiare: gnocchi a coa de sorica, ciambella genazzanese e barachìa. Distanza da Valmontone 6 km. Mezzo consigliato l’autobus di linea o l’automobile. Segnaposto Q.

R – OLEVANO ROMANO

Olevano Romano fu meta (e lo è in parte ancora) del Grand Tour dei rampolli delle famiglie benestanti europee, che qui venivano ad affinare la loro tecnica pittorica. Anton Koch stesso, prese in sposa una donna di Olevano e qui rimase. A memoria di questo vi è il Museo della Pittura Paesaggistica dell’800 che conserva stampe ed acqueforti dell’epoca. Ad Olevano farà piacere una buona degustazione di vino cesanese doc (che qui viene prodotto con successo e soddisfazione) e di prodotti tipici. Il centro storico, in stile medievale, è davvero suggestivo. Da non perdere la Sagra del Vino Cesanese che si tiene tradizionalmente a fine agosto. Distanza da Valmontone 14 Km. Mezzo consigliato l’autobus di linea o l’automobile. Segnaposto R.

S – CASTELLO DI LUNGHEZZA

Il Castello di Lunghezza è un luogo dove portare i vostri bambini alla scoperta di un mondo magico: Il Fantastico Mondo del Fantastico. Qui, i personaggi delle fiabe, personaggi di fantasia e supereroi vi attendono in carne ed ossa per farvi passare una giornata indimenticabile. Consigliato per famiglie con bambini piccoli. Distanza da Valmontone 33 Km. Mezzo consigliato l’automobile. Segnaposto S.

T – VIVERE L’ANIENE

Più che un luogo è un’esperienza. Si trova a Subiaco, sulle rive del fiume Aniene. Grazie a “Vivere l’Aniene” è possibile fare tutta una serie di attività immersi nella natura. Dalla Canoa al Kayak, Trekking e Rafting, Nordic Walking, Survival, Orientereeng, Canyoneeng e tanto altro. Praticabile anche per le famiglie con bambini. Mezzo consigliato l’automobile. Segnaposto T. Distanza da Valmontone 32 Km. Per maggiori info cerca su www.viverelaniene.com.

U – FLYING IN THE SKY

Flying in the Sky, il volo dell’angelo più lungo del mondo. Sospesi sul vuoto ed appesi ad una corda d’acciaio, per 2,2 Km sarete lanciati in velocità con punte di 150 Km/h. L’attrazione si trova a Rocca Massima (LT). È possibile fare voli singoli o di coppia. Sul posto troverete tutto l’occorrente per lanciarvi da lassù, per seguire in volo la rotta del falco pellegrino. Mezzo consigliato l’automobile. Segnaposto U. Distanza da Valmontone 30 Km. Per maggiori info cerca su www.flyinginthesky.it.

VALMONTONE AL CENTRO DI TUTTO! 

Come avete potuto constatare, nel raggio di una media di 30-40 Km c’è un mondo da scoprire. Il vantaggio di alloggiare a Valmontone e dintorni è quello di essere al centro di tutto, ovvero di avere tutte le località, più o meno alla stessa distanza. Così viaggiare è davvero qualcosa di speciale.

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Hydromania parco acquatico Roma

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Hydromania  parco acquatico Roma 


Con i suoi 90.000 metri quadrati immersi nel verde, Hydromania il parco acquatico di Roma  è il luogo ideale per vivere giornate indimenticabili . Vivi emozioni all’insegna del divertimento, dello sport e del relax: giochi e musica in un’oasi di benessere e di svago, paragonabile ad un’isola tropicale. Hydromania è tra i più grandi e attrezzati Parchi Acquatici Italiani: acquascivoli da brivido per i più coraggiosi e molteplici piscine per tutti i gusti


Regalatevi questo piccolo sogno con Parco Divertimenti Roma   Hydromania.

Al parco acquatico Hydromania molta attenzione è stata riservata anche ai visitatori più piccoli . Ci sono infatti attrazioni a loro riservate dove divertirsi in completa sicurezza. Tra queste figurano gli acquascivoli per bambini: TOBOGA e KAMIKAZE. Bellissima la laguna bimbi composta da tre piscine con giochi in acqua, scivoli e rocce con cascate. Utilissimo anche il Miniclub, un’area attrezzata con animatori qualificati a disposizione dei clienti. Ogni giorno, dalle 15 alle 17, lo staff di Hydromania organizza eventi di animazione per tutte le età. Vengono coinvolti adulti e bambini  con lezioni di acquagym nella Piscina Fitness, balli di gruppo e giochi a premi. Oltre a tutti i servizi utili ai bagnanti, completano l’offerta del parco acquatico un ristorante self-service, quattro punti di ristoro bar e alcuni negozi di vario genere.

Grazie alle numerose offerte di  Hydromania e  valmontone family welcome magicland   potrai entrare al Parco acquatico di Roma con fantastiche formule vantaggiose.

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Cosa aspetti quindi vieni a vivere insieme a noi una fantastica giornata di divertimento insieme con i tuoi bambini. Regalati o regala anche un cofanetto parchi divertimento Parchibox per  scrivere una nuova pagina del libro della tua famiglia lasciandoci dentro un ricordo indimenticabile.

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curiosità del Lazio

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Curiosità del Lazio 

il mondo contadino

“Il territorio  ha plasmato la gente di questi luoghi e la natura ne ha segnato i ritmi. Nelle valli trascorre la vita contadina fatta di semplicità, amore per la natura e genuinità; all’ombra della capitale. Tra pendii scoscesi, campi coltivati e pascoli sterminati, le giornate sono scandite dal sorgere del sole che chiama al lavoro. La sera, dopo la fatica nei campi, si ripercorrono le tradizioni  gustando piatti tipici, giocando a carte e cantando canzoni. La vita nelle fattorie  non conosce stress: uguale nei secoli, segue il ritmo delle stagioni, nel rispetto della natura”

IL LAZIO DA SCOPRIRE: MATRIMONIO CONTADINO

Il paesaggio del Lazio è estremamente variegato.  Esiste però un filo conduttore che unisce queste realtà apparentemente così diverse e contrastanti. L’agricoltura e il legame con la natura, che hanno disegnato il paesaggio e contribuito a mantenere vive le tradizioni più genuine, come quella di sedersi intorno a un vecchio tavolo di legno per gustare formaggio e vino.

Scopriamo il Lazio a misura d’uomo con le sue tradizioni, usi e costumi di una volta che si tramandano nel tempo. Soffermati a esplorare  l’importanza che gli abitanti danno alla tipicità e alla regionalità.

UNA STORIA DI FATICA 

La passione di essere un contadino è parte integrante dell’amore per la propria regione e il desiderio di preservare le antiche tradizioni che si perdono nelle storie di famiglia fin dai tempi antichi. Storia di mezzadri, di povertà e di fatica che hanno tessuto le radici di quello che siamo ora. Rappresentano una valida testimonianza e sono ora parte integrante del nostro DNA sempre teso alla salvaguardia del patrimonio vegetale e di quello animale. Una vita quella del contadino che spesso rappresenta una grande sfida quotidiana e che si riflette a volte nel lavoro fatto  in condizioni onerose. Ma le difficoltà non riescono a vincere il forte legame che unisce i contadini alla loro terra e alla loro regione. Anzi, quasi rafforza il loro senso di appartenenza! Anche se sono molti quelli che decidono di andarsene la sfida fa parte dell’essere umano. Ci rende la consapevolezza che la fatica e l’impegno sono le vere ragioni delle soddisfazioni nella vita.

VACANZE IN B&B 

Per molti la possibilità di ospitare turisti in b&b  è diventata anche una ulteriore fonte di sostentamento. Nella regione anche a  seguito della costruzione del parco Rainbow Magicland  il parco divertimenti di Roma e il vicino Outlet. L’ospitalità data alle famiglie in visita ai parchi divertimento garantisce agli abitanti un reddito ulteriore e permette ai turisti di vivere a diretto contatto con il mondo contadino e di assaggiare le specialità regionali in un ambiente tradizionale e genuino. Sono molte le strutture b&b improvvisatesi e che offrono vacanze che permettono ai turisti in visita di scoprire in prima persona la vita dei contadini. Molti di loro possono assistere a volte a delle vere feste come accade quando ci sono gli sposi che magari salgono su un trattore. Da sottolineare l’evoluzione moderna del matrimonio effettuato su un carro trainato dai buoi.

La maggior parte delle coppie che decidono di convolare a nozze, scelgono come stagione quella più calda. Non era così in passato, perché si usava celebrare il matrimonio, in inverno perché l’estate era dedicata al lavoro nei campi;  i giorni di lavoro erano quindi preziosi e non si potevano sprecare.

RICORDI DI EMOZIONI VERE PASSATE

Il matrimonio contadino era prassi frequente nel passato con delle bellissime coreografie risalenti ai primi  del Novecento ed è rimasto in uso comune almeno fino agli anni Settanta, per poi scomparire nel dimenticatoio. Esistono però varie ricorrenze come la festa del matrimonio contadino che è stata celebrata a Gavignano insieme alla  XIII Sagra dei Maccaruni. Bellissimo osservare gli  abiti e accessori usati tra  il ’700 e ’800” e dalla rievocazione storica del “Matrimonio Contadino”. Tutto grazie al lavoro certosino presentato al Palazzo Baronale e derivato da un’attenta ricerca del Prof. Piero Capozi nell’Archivio Storico di Gavignano. Nell’archivio Notarile mandamentale e nell’ archivio Storico Innocenzo III di Segni, sono state approfondite anche attraverso l’abbigliamento, tutte le varie differenze  esistenti tra i vari ceti e ruoli sociali, offrendo uno spaccato di vita contadina dell’epoca

Per l’occasione vengono “rispolverati” gli abiti tradizionali, custoditi con cura, e tutto viene ricostruito come era un tempo. 

Proviamo ad immaginare un matrimonio contadino nel Lazio d’epoca.. Il corteo nuziale è formato dagli sposi, dai genitori, dai testimoni, dagli amici e conoscenti. Ognuno ha un abito indicante il rango. I vestiti sono un’esplosione di colori, piume, coccarde, nastri, ricami, catene e spille.
Dopo la cerimonia è ora della festa e del sontuoso banchetto nuziale, con ben quindici portate. Come torta nuziale vi è un dolce tipico. dopo il taglio della torta si aprono i balli di cui uno è di buon auspicio. Alla fine tutto finisce a tarallucci e vino. Una giornata di emozioni indimenticabili resa memorabile nel tempo dall’allegria e la passione per la semplicità.

trekking vicino roma

IPOTECA LE TUE PASSEGGIATE NEL LAZIO A CONTATTO CON LA NATURA E SOGGIORNA A VALMONTONE

Oggi abbiamo visto come funzionava il matrimonio contadino e quanta passione e calore c’è nel Lazio tutto da vivere e sentire dentro di se.  Vediamo come scoprire il Lazio avendo come base la città di Valmontone e la sua vastissima rete di strutture ricettive.  Scarica la piantina  con l’elenco dei posti da visitare vicino Roma, e soggiornare a Valmontone che ha una posizione strategica importantissima perché si trova al centro di tutti i luoghi segnalati. La lista è comodissima  per pianificare il vostro viaggio alla scoperta della meravigliosa campagna romana,delle colline laziali, dei parchi divertimento e Roma la capitale. 

VALMONTONE AL CENTRO DI TUTTO! 

Come avete potuto constatare, nel raggio di una media di 30-40 Km c’è un mondo da scoprire. Il vantaggio di alloggiare a Valmontone e dintorni è quello di essere al centro di tutto, ovvero di avere tutte le località, più o meno alla stessa distanza. Così esplorare il Lazio e la natura è davvero qualcosa di speciale.

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alberto sordi e Valmontone

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Alberto Sordi

una grande maschera dall’anima ciociara

Forse non tutti sanno che Alberto Sordi  ha origini Valmontonesi. Infatti il grande Albertone era l’ ultimo figlio di Pietro Sordi nato a Valmontone il 13 maggio del 1879 professore di musica e strumentista. La piccola cittadina polo turistico del Lazio dove sarebbe sorto molti anni dopo il parco divertimenti di Roma. Così lo stesso Alberto Sordi trascorse parte della sua infanzia nella città  di Valmontone insieme alle  sorelle Savina e Aurelia  e al  fratello Giuseppe .

Forse è anche per questo motivo che durante le riprese dell’indimenticabile film ” il tassinaro”  Alberto Sordi ripropone la città di Valmontone che probabilmente molto cara gli è stata nella gioventù e durante le vacanze estive passate dai nonni.

La maschera e il personaggio e l’omaggio a Valmontone

Desideriamo ricordare questo grande attore e l’omaggio che ha inteso fare alla città di Valmontone ripercorrendo le esilaranti battute tratte dal film ” il tassinaro”

storia: Alberto Sordi nelle vesti di un tassinaro  ha preso sul suo tassì una coppia di clienti americani. Lui è un uomo corpulento e indossa un notevole cappello a tesa larga, stile J.R. del telefilm “Dallas”. Lei è una donna di mezza età, vestita in modo sgargiante e con una vocetta stridula. I tre discutono animatamente.

SORDI: In television “Dallas”… clicche, clicche, clicche, sempre “Dallas”, “Dallas”…

-AMERICANO: Clicche “Dallas”? You don’t like “Dallas”? Non piacere? Don’t touch me so, honey.

-SORDI: No, non è che I don’t like, è che me rompe. Ecco, tutto qua.

-AMERICANO: I don’t understand. What do you mean “me rompe”?

-SORDI: Me rompe… me rompe perché… perché scusa noi in Italia se dovemo sorbì ‘sto polpettone de “Dallas”? Ma che noi italiani ve imponemo a voi forse una trasmissione in television de nome Valmontone, Portogruaro, Gallarate, che forse qualche birbaccione e qualche mignotta ce sta pure là? Perché voi ce dovete rompe li cojoni con ‘sto “Dallas”?

-AMERICANO: Ehi coijone, I know what that means, don’t you bad word me, I’m no Coijone.

-SORDI: Ah, cojone lo capisci. Le parolacce le capisci, eh? MOGLIE: Tu detto “mi cojoni”.

-SORDI: Cojone sì, ma your husband, signora, suo marito è attaccabrighe. E’ very attaccabrighe.

-AMERICANO: And you’re a dirty bastard! That’s what you are! A dirty bastard!

-SORDI: Un little precisation America. Voi americani dite sempre la parola bastardo, lo sai perché? V’o dico io. Perché c’avete una lingua molto, ma molto povera. Perché se io mi volessi abbassare a rispondere al tuo bastard, che a noi ce fa proprio ride, io ti potrei dare (incalzante) del figlio di madre ignota, del rotto nel posteriore, ti potrei mandare a fare nel medesimo, potrei fare appello anche ai tuoi morti, con eventuale partecipazione de tu’ nonno in carriola opzionale e coinvolgere tua sorella, notoriamente incline allo smandrappo e all’uso improprio della bocca, e allargà il discorso a quel grandissimo Toro Seduto de tu’ padre, a sua volta figlio di una città di cinque lettere cantata da Omero, che tu ‘n sai manco chi era perché sei ignorante. Are you ignorant!

-AMERICANO: I understand that, ignorant, and you stop talking like that! You are a bastard, you are a dirty bastard!

La moglie cerca di calmare il marito

-SORDI: Non alza voice with me, perché tu fai tremare me pizzo de camicia, you understand pizzo de camicia? No, no, no, tu non meni a nessuno, perché I bring my chiav english and I give in your fronte. Mica notte.

I 37 cugini ciociari del grandissimo attore “ciociaro” Alberto Sordi pronti a reclamare l’eredità.

Sono emersi alle cronache attuali i trentasette, ( alcuni hanno un’età compresa tra 30 e 70 anni) , molti di loro sono ciociarissimi ossia provengono dalla zona compresa tra Valmontone e Frosinone, (per chi non lo sapesse l’estensione della Ciociaria supera abbondantemente i confini della provincia) e rappresentano i cugini di quinto e sesto grado di Alberto Sordi.

Harf consiglia di dare gli giusti spazi ai bambini e concedere loro ogni tanto una visita ai parchi divertimento con parchi box.

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cosa vedere nel Lazio: l’ osservatorio astronomico di Gorga

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Cosa vedere nel Lazio

l’osservatorio astronomico di Gorga

Qual’è il sogno più affascinante di adulti e bambini? Esplorare lo spazio infinito; ed è ciò che potrete fare proprio qui all’osservatorio astronomico di Gorga. Potete iniziare con l’accesso al telescopio dove sarà possibile incontrare con lo sguardo Saturno. Alternatevi nell’osservazione ripetutamente e senza fretta. Il personale addetto vi risponderà in modo chiaro e attento  con dovizia di particolari. Scendendo nel  planetario potrete vedere il cielo  proiettato su una semisfera di 360’. Resterete semplicemente meravigliati mentre la guida attraverso l’aiuto della grafica vi spiegherà tutti i dettagli di ciò che vedete. Evidenzierà gli oggetti presenti e vi darà  informazioni su come rintracciare gli oggetti nel cielo. Ad ad esempio la stella polare. Scoprite come per effetto della rotazione terreste (precessione dell’asse terrestre) il riferimento della stella polare (che indica il polo nord) cambia nei secoli e si ripete ogni 26.000 anni. Passerete quindi a vedere le altre costellazioni è stato simulata nel planetario la situazione al giorno successivo. Infatti in quel momento le costellazioni non sono visibili nel cielo per la presenza del sole. Oppure potrete cimentarvi con una nebulosa o inquadrare la costellazione di Andromeda.

CHE MERAVIGLIA AMMIRARE LE STELLE

Fatevi trasportare da un sogno a cielo aperto  descritto con dovizia di particolari dal preparatissimo personale. Sarà abile nel catturare l’interesse dei presenti e nel rispondere a qualsiasi domanda  dei bambini.

L’Osservatorio Astronomico si trova a Gorga, un affascinante borgo medievale situato sui monti lepini a pochi km da Valmontone e dal parco divertimenti di Roma. Oltre all’osservatorio Gorga conserva un  ambiente ricco di valori e culture, tipiche delle più antiche tradizioni contadine. Possiede inoltre un ricco patrimonio naturalistico ed ambientale, una storia antica e autorevole

L’affascinante proiezione del cielo stellato e’ su una semisfera a 360° fa immergere in uno scenario mozzafiato. L’Osservatorio Astronomico di Gorga è uno dei maggiori centri di studio e di ricerca nel campo dell’astronomia nella provincia di Roma. Nasce dalla voglia di trasmettere passione ed interesse per l’astronomia. Le esperienze di visione   che coinvolgono tutti, dai più grandi ai più piccoli. È a pochi passi dal centro del paese, proprio al di sopra di una collinetta immersa nel verde, da cui è possibile godere di un suggestivo panorama sull’intera vallata dei monti Lepini. Qui Ricerca e Divulgazione sono le parole chiave. Proprio per questo si dedica  all’osservazione di comete, supernove, asteroidi, pianeti extrasolari e tutto ciò che l’universo conosciuto ha da offrire. Si affiancano anche attività didattiche quali star party, serate osservative e visite guidate durante le quali è possibile accedere ai laboratori, la mediateca e la mostra permanente.

LA MAGIA DELLE NOTTI CON IL NASO ALL’INSU’

Il Planetario  rappresenta un vero e proprio vanto per il territorio. È formato da una cupola in alluminio di oltre 9 metri che fa di esso uno dei planetari più grandi d’Italia! La sua particolarità non si ferma ovviamente qui, perché l’esperienza è arricchita dalla proiezione full-dome con impianto stereo Dolby-Surround 5.1. Può ospitare oltre 50 persone che possono godere di un’esperienza unica nel suo genere. Dimenticate la visione piatta di un film al cinema, il full-dome offre un’immersione completa a 360°. Grazie alla cupola emisferica che avvolge completamente lo spettatore trasportandolo direttamente all’interno della proiezione, sia in senso visivo che uditivo.

Tra gli spettacoli più suggestivi che il Planetario ha da offrire c’è Space Opera, proiettato con la tecnica dello spherical rendering. La cupola si trasforma nell’interno di una navicella spaziale, e sembrerà di sfrecciare tra i pianeti del Sistema Solare, il tutto accompagnato dal sottofondo musicale dell’Opera 32: Sinfonia dei Pianeti di Gustav Holst.

info 

 

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Cassino adventure rafting

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Cassino adventure rafting

https://www.youtube.com/watch?v=HhPcd-CSl6k

 Nuove strepitose avventure con il  rafting con discesa fluviale, un affascinante sport che si pratica a bordo di un un gommone inaffondabile e autosvuotante da cui prende il nome  “raft”. Durante la discesa, tutto l’equipaggio, composto da un minimo di 4 fino ad un massimo di 6 componenti, governa il raft grazie alle pagaie e ai comandi della guida.

Un’avventura da vivere tutta famigliare o tra amici ovviamente in tutta sicurezza a Cassino. Lì  potrete tra l’altro visitare anche l’abbazia e i luoghi della guerra immergendovi in un contesto di storia e divertimento. Affronterete le discese Rafting e i corsi di Canoa e Kayak di Cassino Adventure; godendo oltretutto di uno scenario incantevole: le acque del fiume Gari e delle Terme Varroniane.

Allenamento prima di salpare

Prima di affrontare le discese verrà fatta una lezione teorica preliminare dove vengono spiegate le regole fondamentali di conduzione. Conoscerete anche  tutti gli accorgimenti per garantire la massima sicurezza durante la discesa, oltre a tutte le informazioni e gli aneddoti storico-culturali legati al territorio circostante.

L’esperienza  sarà completa di :

  • casco regolare omologato
  • salvagente certificato CE ISO 12402-5
  • giacca impermeabile rivestita in PU
  • pagaia

Harf consiglia:  portatevi un cambio asciutto (per chi volesse usufruire delle docce sono messe a disposizione le strutture di Parco delle Terme Varroniane). Anche un paio di scarpe di ricambio (le scarpe da scoglio sono le ideali per l’attività)

La durata complessiva della discesa e della lezione teorica è di un’ora e mezza sono inclusi attrezzatura, trasferimenti, iscrizione e assicurazione inclusi.

Cassino Adventure – Centro Rafting e Canoa

Situato a Cassino, nato dall’iniziativa  di un gruppo di giovani atleti esperti  nel mondo canoistico. Il centro rafting e canoa propone un’ampia scelta di emozionanti attività sportive sulle acque del fiume Gari e delle Terme Varroniane, dal rafting e canoa, al kayak. Supervisionati da uno staff di atleti professionisti che, armati di una forte passione, guidano i partecipanti in escursioni alla scoperta di paesaggi mozzafiato, sempre in assoluta sicurezza con attrezzatura sportiva in dotazione.

Una nuova simpatica e utile iniziativa per la promozione del territorio del Lazio, di Cassino e di Montecassino e della natura incontrastata che domina tutto il  il territorio del fiume Gari e delle Terme Varroniane.

Vivi l’adrenalina e le forti emozioni a contatto con la natura

Si tratta di un’attività per tutti da vivere con amici o in famiglia  con i bambini ma anche una divertente esperienza di coppia assolutamente da provare  per chi cerca l’emozione giusta!

L’esperienza viene garantita in completa sicurezza e alla partenza, le guide si occuperanno della formazione dell’equipaggio.

Sarete completamente circondati dalla natura in pieno relax, immergendovi  nei colori incantevoli del paesaggio del fiume Gari e delle Terme Varroniane.

Buon divertimento .

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luoghi misteriosi nel Lazio: Gallerie di Pietra Pertusa

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luoghi misteriosi nel Lazio:  Gallerie di Pietra Pertusa

Un viaggio nel mistero e nell’interrogativo della storia,. Siamo immersi nei   straordinari trafori realizzati migliaia di anni fa da etruschi e romani. A pochi chilometri da Roma, sul margine orientale del Parco di Veio, per vivere un’escursione fiabesca tra specchi d’acqua, misteriosi ambienti ipogei e resti di ninfei.

Inoltriamoci negli affascinanti segreti degli ambienti ipogei alla ricerca di verità nascoste dell’ancora inesplorato popolo etrusco.

Si parte dalla torre di Pietra Pertosa dove è possibile ammirare due limitrofi  trafori, etrusco e romano. Forse fanno parte  di una strada  costruita dagli Etruschi molto probabilmente per collegare velocemente Veio con il Tevere e il mare.

La Galleria etrusca costa di circa  350 metri  dove lo specchio d’acqua e la vegetazione offrono visioni suggestive fino all’arrivo della  galleria romana dalla alta volta. E’ parzialmente crollata che è impressionante; vicino si trova scavato nel fianco di uno sperone roccioso, a corredo della villa di un patrizio romano, un bellissimo ninfeo.

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cosa vedere nel lazio: vivere la natura nelle colline laziali

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cosa vedere nel Lazio: Vivere la natura nelle colline laziali

“Rigenerarsi, concedersi momenti meravigliosi a contatto con la natura in completa tranquillità e relax lasciandosi sedurre dai gusti, dai colori e dai sapori di una volta.”

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La pasta fatta in casa, i biscotti della nonna, muoversi a contatto con la natura. Scopri la natura nelle colline laziali con lunghe passeggiate, percorsi in bicicletta, armonia dei suoni e dei colori di campagna. Visita il parco naturalistico di Paliano. Lasciati  sedurre dalle danze d’amore degli uccellini, un massaggio rilassante, visitare la valle dei pony  oppure provare un brivido al club fuoristrada di Valmontone.

Valmontone non è solo parchi divertimento, bensì offre molte possibilità per  chi vuole ritrovare il suo rapporto con la natura e rigenerarsi .

Possibilità di abbinamento di pranzo o cena presso trattoria convenzionata che vi preparerà delle vere delizie usando prodotti di qualità. Enogastronomia locale con abbinamenti originali e gustosi condimenti preparati con creatività e con ortaggi coltivati nel proprio orto. Una vera delizia per il palato, per gli occhi e per il cuore anche nelle fattorie per bambini nel lazio.

Fare una lunga passeggiata in un parco, in campagna o in riva al mare, non è solo uno dei modi più piacevoli per trascorrere il proprio tempo libero. E’  un esercizio essenziale , quasi necessario,  per restare in buona salute.

Il Lazio: la natura assume forme e colori

Le ragioni che ci inducono a scegliere uno stile di vita che ci avvicini maggiormente alla natura sono molteplici. La fuga dallo stress quotidiano e dai rumori, il bisogno di riscoprire ritmi di vita più idonei al nostro equilibrio, la ricerca di un alimentazione più sana e genuina e molto, molto altro ancora. Stare a contatto con la natura significa lasciare a casa tutte le negatività e riscoprire uno stile di vita più semplice, più sobrio, anche se, molto spesso, più impegnativo. Quante volte vi sarà capitato di sognare di avere un appezzamento di terreno dove vivere in armonia con i ritmi della natura. Che meraviglia  respirare a pieni polmoni il profumo della campagna: immergersi con tutti e cinque i sensi in un ambiente rurale per fuggire dalla grigia quotidianità. Il famoso detto ” voglio vivere in campagna” fa testo. Molte persone dalle finestre di casa non vedono nemmeno un albero, solo tetti , camini o grigi muri. I rumori sono diversi, non naturali, rumori di  passi e discorsi efficienti, discorsi di moda o lamentele del lavoro, non i pallidi e dolci rumori di campagna.

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Percorsi in bicicletta

Bellissimo percorso amatoriale in famiglia con i dolci sussurrare della natura o per i più sportivi un percorso da fare in bicicletta tra valmontone e dintori. Labico-Valmontone-Colle Vallerano-Valle Pera-Lariano-Monte Artemisio. Circa 43 km partendo e ritornando a Labico si passa per Labico-Valmontone-Colle Vallerano-Valle Pera-Lariano-Monte Artemisio.

Il litorale romano

Istituita nel 1996, la Riserva Naturale Statale del Litorale Romano è una delle più singolari dell’intero sistema nazionale di Aree Protette. Misura 15.900 ettari, vale a dire circa il doppio del parco nazionale del Circeo, e nel suo perimetro dalla forma quanto mai frastagliata . Misura oltre 140 km con incluso un mosaico di ambienti naturali scampati all’urbanizzazione. E sono boschi sempreverdi, argini e foci fluviali, dune, zone umide, distese di macchia mediterranea, tratti di Campagna Romana di sorprendente bellezza.

Paesaggi del Lazio

Anche i paesaggi agrari sono diffusi, dominati dalle linee rette di canali, collettori, idrovore delle grandi bonifiche costiere realizzate a partire dalla fine dell’Ottocento. Assieme ad essi, alcuni siti archeologici tra i più importanti d’Italia – come ad esempio Ostia Antica – testimoniano ancora del passato illustre di questo tratto di Lazio costiero.

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cosa vedere nel lazio: Palestrina città medioevale

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 Cosa vedere nel Lazio Palestrina Città Medioevale

Palestrina, un meraviglioso borgo che conserva la caratteristica struttura medioevale a  pochi chilometri da Roma, una cittadina di provincia ricca di tradizioni, Palestrina, dove il passato e il presente si fondono per regalare momenti di autentiche emozioni fuori del tempo.

E’ la Preneste del Santuario della Dea Fortuna Primigenia, della villa imperiale che ha restituito l’Antinoo Braschi. La Preneste del martire Agapito, di Giovanni Pierluigi principe della musica. Luogo dove naque l’ancor più nota tecnica di ricamo che dalla cittadina prende il nome: il ”Punto Palestrina”. E ancora lei è la città feudo delle famiglie Colonna e Barberini. E’ anche “la piccola città’ dove soggiornarono i fratelli Thomas e Heinrich Mann. Ed è la tristemente nota Palestrina dei bombardamenti del 1944, che riscopre tra le macerie le sue radici antiche.

E poi c’è la cucina tipica, un’accoglienza autentica, la ricercatezza dell’arte e dell’artigianato…non resta che farsi coinvolgere dall’atmosfera delle feste paesane e dagli appuntamenti letterari e culturali!

Il Santuario della Fortuna Primigenia Il santuario oracolare della Fortuna Primigenia costituisce una grandiosa realizzazione architettonica databile verso la fine del II secolo a.C. anche se l’origine del luogo di culto risale ad epoca più antica.

Le meraviglie del tempio

Il tempio si articola in una serie di terrazze artificiali disposte sul pendio roccioso. Sulla “terrazza degli emicicli”, davanti all’esedra di destra, si conserva un pozzo, identificato con quello in cui, secondo Cicerone, il nobile prenestino Numerio Sufficio avrebbe rinvenuto le sorti, ovvero delle tavolette di legno da cui si traevano auspici sul futuro.
Presumibilmente gli oracoli venivano redatti all’interno dello stesso pozzo da una figura (probabilmente femminile)che si manteneva però nell’ombra. Per ricevere i responsi si calava all’interno del pozzo un fanciullo che poi consegnava le tavolette a coloro che avevano posto le domande e che avevano fornito un degno contributo.
Il Museo nazionale archeologico prenestino
Il Museo è ospitato dal 1956 all’interno del Palazzo Barberini, costruito sulla sommità del santuario della Fortuna Primigenia. Ospita numerosi reperti: cippi, busti, basi funerarie, statue e oggetti di uso quotidiano provenienti dalle necropoli della città.
Di particolare rilevanza il grande Mosaico nilotico (circa 80 a.C., dimensioni: 5,85 x 4,31 m), proveniente da un aula del Foro repubblicano della città e raffigurante il paesaggio esotico del Nilo, uno dei pochi esempi conservati di mosaico di epoca repubblicana.
Il museo ospita inoltre il gruppo scultoreo della Triade capitolina, uno degli esemplari meglio conservati tra quelli che raffigurano insieme Giove, Giunone e Minerva, conservato nella quasi totale interezza.

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Altri monumenti di Palestrina che vale la pena visitare

Cattedrale di Sant’Agapito martire,
Chiesa di Santa Rosalia,
Foro civile di Preneste: Area Sacra, Antro delle Sorti, Erario Romano (nomi tradizionali di ambienti legati al foro cittadino di epoca repubblicana, ritenuti in passato parte del santuario
Porta del Sole e via del Sole.
Casa di Giovanni Pierluigi da Palestrina
Museo diocesano di arte sacra.
Valle della Cannucceta, biotipo di area protetta, sede di sorgenti naturali incanalate tra opere romane e rinascimentali
Museo della Resistenza e degli undici martiri.
Festa patronale in onore di sant’Agapito (18 agosto), e anche con palio cittadino, durante il quale le quattro contrade che prendono il nome dalle antiche porte cittadine si confrontano in diverse prove; tra queste la più importante è la “giostra della scifa”, nel quale, a cavallo si deve tentare di infilare un’asta in un piccolo anello metallico e anche riprenderla al volo.
Festival musicale Nel Nome del Rock, dove il 3 luglio 1999 morì per infarto fulminante il leader dei Morphine, Mark Sandman.
Festa del giglietto (primo fine settimana di agosto).
Cultura

Gemellaggi di Palestrina

Palestrina è gemellata con Füssen, Germania dal 1972 e con Bièvres (Essonne), Francia dal 2007  Per maggiori informazioni su questi 2 comuni, consulta le loro pagine wiki in lingua originale: Bièvres, Füssen

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Cosa vedere nel lazio: Santuario della Dea Fortuna Primigenia Palestrina

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Cosa vedere nel Lazio; il Santuario della Dea Fortuna Primigenia a Palestrina

Molti tra i più celebri studiosi rinascimentali, scrutando i pochi resti antichi che si potevano vedere tra le povere casupole di Palestrina, si erano ingegnati a immaginare quale forma avesse in origine il tempio che si sapeva essere della Fortuna Primigenia. Ricostruzioni ideali di Giuliano da Sangallo o del Palladio liberavano la fantasia ad immaginare i più colossali edifici, secondo le geometrie di un gigantesco neoclassicismo.

Durante la seconda guerra mondiale, i pesanti bombardamenti americani liberarono in più punti le incrostazioni e mostrarono per la prima volta in tutto il suo splendore il tempio per come era stato ideato e costruito.

Quella che è venuta alla luce è una imponente costruzione che, già nel IV secolo, occupava l’intero colle. Un intrigante sistema di terrazze saliva per gradi sino alla sommità, in cui si trovava il tempio più interno, e ogni tappa del viaggio ascensionale era segnata da vari livelli. C’erano  scalinate, rampe, stazioni. Tutto il complesso aveva l’aspetto di un sistema geometrico costruito in asse col tempio più alto e con la statua del culto supremo. Appariva come un quadro che qualcuno ha definito “ideologico”. Volendo rimarcarne gli aspetti di celebrazione del potere divino attribuito al contatto con l’energia generatrice dell’uomo.

Una meraviglia architettonica

La terrazza degli Emicicli, quella dei Fornici, quella delle Fontane, quella della Cortina erano altrettante tappe del sacro itinerario. Sino alla sommità, dove, sul culmine del colle, si levava il tempio vero e proprio della Fortuna Primigenia. Era un luogo essenzialmente oracolare. In una grotta naturale ai primi livelli della salita, all’estremità della parete addossata al suolo, è stato trovato uno spazio impreziosito di colonne scanalate e con i resti di un pavimento musivo. È l’Antro delle Sorti, in cui l’oracolo emetteva i suoi responsi. Questi, altre volte, secondo Cicerone, venivano ottenuti, per così dire, alla maniera nordica. Si interpretavano  cioè le sortes, lettere incise su pezzetti di legno che venivano estratte dalla roccia e interpretate. E il sacello costruito sul luogo in cui si operò questo oracolo era ritenuto particolarmente sacro.

Poco distante, dietro l’abside del Duomo attuale, là dove un tempo sorgeva la basilica di epoca repubblicana, ecco comparire l’aula absidata. Anch’essa in parte scavata nella roccia e dotata di ricca decorazione architettonica. Qui fu rinvenuto il famoso mosaico detto del Nilo, risalente all’80 avanti Cristo, che oggi si conserva al Museo. Questo capolavoro contiene una specie di mappa geografica dell’Egitto e un vero bestiario esotico. Ma, ciò che più interessa, è che è stato messo in relazione con le mutazioni della Fortuna e con il viaggio fatto da Alessandro Magno in Egitto, quando rese onore a Giove Ammone. Una presenza, questa di Giove, che era anche a Praeneste sin dagli inizi, dato che – secondo Tito Livio – Cincinnato. Quest’ultimo conquistò la città alla fine del IV secolo, portando a Roma come preda di guerra proprio una statua di Giove Vincitore, posizionandola sul Campidoglio.

Il culto della dea della Fortuna

Il culto alla Fortuna è uno dei più antichi su suolo italiano. In esso si intrecciavano motivi legati sia alla fertilità che alle potenze oracolari. Esiste la prova che nel santuario prenestino il culto ufficiale alla Fortuna era gestito dai patres e dai sacerdoti virili, mentre quello femminile legato alla fecondità era appannaggio di collegi di matres. Questa duplice vocazione del tempio è stata riconosciuta dagli studiosi come prova di un sincretismo che, per la verità, era assai diffuso a Roma. Lo stesso abbinamento che è stato fatto tra la Fortuna e Iside, cui in epoca ellenistica anche a Praeneste veniva reso onore, non è che un’ennesima riprova della capacità pagana di unificare in concetti organici anche ispirazioni diverse. Le fonti antiche affermano che esistevano due statue della Dea Fortuna. Ve ne erano infatti una di bronzo dorato e una di marmo bianco, nella posa di allattare Giove e Giunone bambini. La presenza di Giove all’interno di un tempio dedicato alla Fortuna non sembra essere, dunque, una contraddizione tra significati della sovranità e quelli della maternità. Anzi, era proprio luoghi come questo che nell’antichità si intendeva celebrare ad un tempo tanto il potere sovrano che l’origine della vita. Si fondeva  in un unico culto la gerarchia uranica della potenza e quella tellurica della genealogia.

Alla celebre iconografia della Fortuna recante la cornucopia dell’abbondanza si affianca quella, che era ricorrente specialmente sulle monete, di una duplice Dea. Una era  vestita con la corona sul capo, l’altra a seno nudo con un elmo sulla testa. Del resto, sulla più alta terrazza, là dove, secondo Cicerone, l’olivo avrebbe secerto miracolosamente del miele. In quel punto preciso  si trovava la statua guerriera della Fortuna, posta ad un gradino più elevato di quella materna del santuario situato livello inferiore. Rappresentazione ben chiara che questo santuario riuniva in sé tutti i valori principali della vita, celebrando alla maniera pagana e in modo uniforme tanto la virilità quanto la femminilità.

L’importanza della Dea Fortuna negli antichi

Alcuni studiosi hanno poi rimarcato l’importanza della Dea Fortuna nell’ambito delle credenze italico-latine più arcaiche. Hanno sottolineato  come i loro più profondi attributi fossero quelli legati al primordiale potere di assicurare la fecondità e riproduzione della discendenza. La speciale tutela sulla nascita e sulle sue arcane provenienze era l’aspetto principale. Questo era assicurato dal dettaglio rivelatore che la Dea Fortuna la si diceva avere potere di protezione sul corpo e, particolare, sugli organi genitali.

Una divinità della genealogia, della trasmissione del sangue, della nascita? È proprio questo che deve intendersi sotto denominazione di Fortuna Primigenia. Era infatti  intimamente legata, in altre parole, al concetto di “buona nascita originaria”. Questa era, dunque, per i nostri antichi padri la vera “fortuna primigenia”: avere buona razza, essere di ceppo sano e legato all’origine.

È tra le pieghe di monumenti e luoghi che fanno parte del nostro panorama quotidiano, e dei quali, di solito, trascuriamo di ricordare i più profondi significati, che si nascondono alcune verità essenziali della nostra civiltà. Per dire, andare oggi a Palestrina a visitare il tempio della Dea Fortuna significa inevitabilmente ammirare il palazzo della famosa famiglia papalina dei Colonna-Barberini. Fu costruito nella zona più alta dell’antico santuario che come un cuculo si è posato sul nido di una religione più antica e diversa, occultandone oggi l’intimo senso. Ma i simboli parlano, a chi sa intenderli, anche se offuscati dalle manomissioni e dalla dimenticanza.

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Palestrina, la città a forma di Tempio

Arrampicata sulle pendici del monte Ginestro con i suoi terrazzamenti scenografici Palestrina è una città in forma di tempio. Un sistema architettonico straordinario che guarda all’oriente ellenistico e compone una sinfonia costruttiva intorno alle antiche sorti prenestine.

“Gli annali di Preneste raccontano che Numerio Suffustio, uomo onesto e bennato, ricevette in frequenti sogni, all’ultimo anche minacciosi, l’ordine di spaccare una roccia in una determinata località. Atterrito da queste visioni, nonostante che i suoi concittadini lo deridessero, si accinse a fare quel lavoro. Dalla roccia infranta caddero giù delle sorti incise in legno di quercia, con segni di scrittura antica. Quel luogo è oggi circondato da un recinto, in segno di venerazione , presso il tempio di Giove bambino. Questo,  effigiato ancora lattante, seduto insieme con Giunone in grembo alla dea Fortuna mentre ne ricerca la mammella, è adorato con grande devozione dalle madri.”
(Cicerone, De Divinatione)

Lo fa organizzando gli spazi in scalee monumentali e prospettiche su sistemi di arcate e sostruzioni artificiali articolando la sequenza in un crescendo rossiniano fin su al tempietto circolare: sancta sanctorum del santuario.
Tuttavia non era lì che erano custodite le celebri sorti, ma probabilmente sulla terrazza degli emicicli, sotto un’edicoletta sacra:

I riferimenti degli antichi

“ (…) e dicono che in quel medesimo tempo, là dove ora si trova il Tempio Della Fortuna, fluì miele da un olivo, e gli aruspici dissero che quelle sorti avrebbero goduto grande fama. E per loro ordine col legno di quell’olivo fu fabbricata un’urna, e lì furono riposte le sorti, le quali oggidì vengono estratte, si dice, per ispirazione della dea Fortuna .”
(Cicerone, De Divinatione).

La statua della Fortuna era invece nella parte più alta del tempio. E’ probabile che la dea si presentasse nel suo simulacro di bronzo dorato con un aspetto di divinità guerriera e giovanile. Era  contrapposto a quello di divinità materna e primigenia del santuario inferiore. Questa duplicità di aspetto della dea ne rivela la doppiezza del carattere, del culto nonché della struttura del santuario. Ai suoi piedi non giaceva il celebre pavimento musivo che oggi si ammira nel Museo come per altro si era portati fino a poco tempo fa a credere.

Un mosaico a tessere finissime di straordinaria fattura e raffinatezza.

Una grande carta prospettica dell’inondazione del Nilo con tutto il suo carico di implicazioni simboliche. La sua collocazione era nella parte inferiore del Santuario, in quella sala absidata che oggi si considera un Iseo. Il sincretismo egittizzante aveva contaminato la Iside, in un Isityche, ossia un Iside-Fortuna. Una complessità della sua forma cultuale che nulla toglie alla malia del luogo e alla sua carica estetica e seduttiva.

“Ma sarebbe ingiusto non parlare di Palestrina, del tempio più famoso e con la sua gradinata a teatro, infine meglio conservato. E’ un monumento celebre fin dall’antichità, il tempio della Fortuna, e fu studiato nel Rinascimento, ed ora è risorto, dall’ultima guerra mondiale  che non mancò di penderlo di mira. E c’è quel mirabile mosaico col paesaggio nilotico, che è tutta una festa vederlo, coi suoi colori smorzati e lucenti”